Eccoci qui, siamo ad ormai un passo da quelle che sono da sempre le feste più consumisistiche dell'anno. Pensate che gli italiani secondo i dati che abbiamo a disposizione lascerà praticamente inalterato il budget per il cenone della vigilia e per i pranzi di Natale e Santo Stefano. Più nel dettaglio, ogni famiglia sborserà in media 140 euro per imbandire le tavole del 24, 25 e 26 dicembre. Con una spesa complessiva stimata in 3,2 miliardi di euro!!! In compenso vista la crisi in cui versa il nostro paese, due italiani su cinque pensa addirittura di tagliare tutte le altre spese del 60/70% (regali, cenone di capodanno e viaggi). Quindi tutte le tredicesime finiranno sotto il materasso! (e chi le usa più le banche?).
Chi ne risentirà moltissimo sarà (a quanto sembra) il settore del turismo. Resteranno infatti a casa ben il 70% degli italiani (la cosa che però non mi spiego è il perchè quando poi decidi prenotare un "last minute" è sempre, ovunque strapieno! mah!...)
Comunque questa è la fotografia ad oggi di un'Italia pre-natalizia in piena crisi. Le case saranno probabilmente piene di gente. Ma questo servirà magari a riscoprire finalmente il piacere di stare insieme ai propri cari, ritrovare qualche affetto sincero e riconciliarsi con le vecchie e sane abitudini, immaginando un futuro migliore. Il futuro???? Già, se però ci guardiamo un pò in giro, l’età resta un crinale efficace di lettura dei diversi atteggiamenti: i giovani sono generalmente più ottimisti, i 45-54enni più pessimisti e credono che il nostro Paese non ce la farà ad uscire dalla recessione, i più anziani invece si attendono una non confortante continuità.
Il clima di sfiducia non deve meravigliarci, visto che più di un terzo degli italiani ora non arriva alla fine del mese!
A tutti voi i miei più sinceri auguri di Buon Natale!
Max
venerdì 16 dicembre 2011
sabato 5 novembre 2011
A volte ritornano! :)
Dopo diversi mesi di inattività ritorno a scrivere.
Il perché della mia forzata assenza sarebbe fin troppo facile da esternare scrivendo ciò che mi è successo, ma scientemente ho deciso che da questo “pulpito” virtuale non voglio certamente tracciare un profilo del mio attuale stato emotivo ed emozionale, proprio perché ritengo che questo tipo di comunicazione, per chi legge, debba essere necessariamente legata ad un momento di piacevole relax (magari anche di approfondimento e riflessione ma sempre unito ad uno spirito scherzoso e spensierato)
Mi limiterò quindi a chiacchierare amabilmente con tutti voi che mi gratificate venendo di tanto in tanto a trovarmi su queste pagine, nella speranza che ci sia poi un costruttivo confronto, prendendo spunto da un celebre aforisma che recita: "La partita, non è mai persa finché non è vinta.".
Di primo acchito potrebbe sembrare una frase detta da José Mourinho quando guidava l'Inter del triplete o da Arrigo Sacchi quando il suo Milan delle meraviglie vinceva ogni competizione. Ed invece, pensate un po’ è una frase detta più di 300 anni fa da un medico/scrittore di nome George Crabbe.
In quel tempo probabilmente coloro che ricoprivano un ruolo alla sacchi o alla mourinho (se mai fossero esistiti) a differenza di questo secolo, certamente avevano un’importanza pari ad un bruscolino secco e la cosa che più preoccupava gli esseri umani, era invece quella di vincere le proprie partite, gareggiando con la vita di tutti i giorni.
Era infatti questo che Crabbe voleva insegnarci. Del fatto che comunque nella vita, non bisognerebbe mai darsi per vinti finché non si è superata la prova, fino a quando non si è sconfitto l’avversario o ancora fino a che non si sia ottenuto un riconoscimento importante del proprio operato.
A distanza di oltre 300 anni la filosofia resta essenzialmente questa. Mai essere certi che la partita sia fondamentalmente persa se riusciamo ad intuire, prima di darci per vinti, che ci siano ancora energie sufficienti per gareggiare e conseguire la vittoria finale.
Dobbiamo avere sempre la consapevolezza che si possa recuperare anche se lo svantaggio è importante, anche se le condizioni sono avverse e nettamente sfavorevoli. Possiamo farcela. Sempre. L’importante è crederci fermamente ed essere incessantemente positivi.
Ecco, questo modo di essere e di affrontare le cose, da anni fa parte della mia filosofia di vita. Non ho mai mollato, non mi sono mai tirato indietro nelle difficoltà, non ho mai aggirato gli ostacoli e non ho mai cercato capri espiatori quando dovevo affrontare in prima persona le conseguenze degli errori che avevo commesso.
Questo comportamento da sempre mi appartiene e continuerà ad essere parte di me, fino a quando il mio corpo e la mia anima vivranno insieme su questa Terra.
Vi lascio con un altro aforisma su cui riflettere questa sera che dice: “In una partita vince colui che ha fermamente deciso di vincere”.
Ad maiora! Max
Il perché della mia forzata assenza sarebbe fin troppo facile da esternare scrivendo ciò che mi è successo, ma scientemente ho deciso che da questo “pulpito” virtuale non voglio certamente tracciare un profilo del mio attuale stato emotivo ed emozionale, proprio perché ritengo che questo tipo di comunicazione, per chi legge, debba essere necessariamente legata ad un momento di piacevole relax (magari anche di approfondimento e riflessione ma sempre unito ad uno spirito scherzoso e spensierato)
Mi limiterò quindi a chiacchierare amabilmente con tutti voi che mi gratificate venendo di tanto in tanto a trovarmi su queste pagine, nella speranza che ci sia poi un costruttivo confronto, prendendo spunto da un celebre aforisma che recita: "La partita, non è mai persa finché non è vinta.".
Di primo acchito potrebbe sembrare una frase detta da José Mourinho quando guidava l'Inter del triplete o da Arrigo Sacchi quando il suo Milan delle meraviglie vinceva ogni competizione. Ed invece, pensate un po’ è una frase detta più di 300 anni fa da un medico/scrittore di nome George Crabbe.
In quel tempo probabilmente coloro che ricoprivano un ruolo alla sacchi o alla mourinho (se mai fossero esistiti) a differenza di questo secolo, certamente avevano un’importanza pari ad un bruscolino secco e la cosa che più preoccupava gli esseri umani, era invece quella di vincere le proprie partite, gareggiando con la vita di tutti i giorni.
Era infatti questo che Crabbe voleva insegnarci. Del fatto che comunque nella vita, non bisognerebbe mai darsi per vinti finché non si è superata la prova, fino a quando non si è sconfitto l’avversario o ancora fino a che non si sia ottenuto un riconoscimento importante del proprio operato.
A distanza di oltre 300 anni la filosofia resta essenzialmente questa. Mai essere certi che la partita sia fondamentalmente persa se riusciamo ad intuire, prima di darci per vinti, che ci siano ancora energie sufficienti per gareggiare e conseguire la vittoria finale.
Dobbiamo avere sempre la consapevolezza che si possa recuperare anche se lo svantaggio è importante, anche se le condizioni sono avverse e nettamente sfavorevoli. Possiamo farcela. Sempre. L’importante è crederci fermamente ed essere incessantemente positivi.
Ecco, questo modo di essere e di affrontare le cose, da anni fa parte della mia filosofia di vita. Non ho mai mollato, non mi sono mai tirato indietro nelle difficoltà, non ho mai aggirato gli ostacoli e non ho mai cercato capri espiatori quando dovevo affrontare in prima persona le conseguenze degli errori che avevo commesso.
Questo comportamento da sempre mi appartiene e continuerà ad essere parte di me, fino a quando il mio corpo e la mia anima vivranno insieme su questa Terra.
Vi lascio con un altro aforisma su cui riflettere questa sera che dice: “In una partita vince colui che ha fermamente deciso di vincere”.
Ad maiora! Max
martedì 26 luglio 2011
L'universo femminile.... roba dell'altro mondo! :)
Ho deciso di scrivere questo post per molte ragioni. Una di queste è perché noi maschietti da sempre siamo ossessionati da quell’essere che è, come recita Schopenahuer, il “sexus sequior” ovvero a suo parere, il secondo sesso. Beh dobbiamo ammetterlo, con ogni probabilità mentiva sapendo di farlo.
Se analizziamo infatti con attenzione questa dichiarazione, troveremo, secoli di generazioni consapevoli ma soprattutto cresciute nella convinzione della naturale ed inevitabile distinzione tra “sesso debole” e “sesso forte”.
In quest’istante però, nel momento in cui state leggendo, vorrei davvero che qualcuno di voi mi indicasse in modo esatto e chiaro i due gruppi. Ma più d’ogni altra cosa, vorrei che mi si dicesse in quale dei due è collocato il genere maschile. Si, proprio noi maschietti, quelli da sempre appartenuti come da tradizione alla categoria denominata: “il sesso forte”! Perché da qualche tempo diversi dubbi mi tormentano: sarà davvero così? i “deboli” sono sempre fragili, delicati e vulnerabili o i “forti” hanno preso repentinamente e risolutamente il loro posto?
Per quanto mi riguarda, l’universo femminile è davvero uno stimolante labirinto senza però nessuna apparente via d’uscita. Una vera foresta tropicale piena d’insidie nella quale perdersi senza nessuna possibilità di uscirne incolumi. Un modulo di test intellettivi, senza però nessun “aiutino” per le risposte.
Ogni comportamento maschile legato ad incontri con le donne e scelto per l’occasione, risulterà essere drammaticamente sbagliato.
Vi faccio qualche esempio:
A) Non pensi nulla e ti lasci guidare dall’istinto? Sei assolutamente troppo rapido! (e le spaventi anche!)
B) Pensi a che strategia adottare e la razionalità t’impedisce di lanciarti a capofitto nella situazione? Sei troppo lento!
C) Ti lasci trasportare dagli eventi e permetti che le cose vengano gestite soprattutto da lei? Non hai le palle!
D) Ti trasformi in un macho tatuato, con il piercing al naso, frequentatore di palestre, discoteche e bische clandestine? Sei troppo aggressivo!
E) Decidi di mantenere un contegno rispettoso, galante ed educato, inevitabilmente il risultato sarà che... sei gay!
Mentre ascolto uno dei miei cd preferiti, penso che il problema non risieda solamente nel fatto che si cerca sempre di essere come loro ti vorrebbero, ma troppo spesso si cade in quella trappola spietata e crudele del: “cara credimi, per averti, farei di tutto”. Ed è qui che letteralmente casca l’asino! Il vero “ciucco” che non ha capito che loro, le dolci ed irreprensibili principessine dallo sguardo candido, dal sorriso tenero ed amorevole sono invece delle insaziabili predatrici, pronte ad approfittarsi di qualsiasi maschietto che presti il fianco ai loro voleri e desideri. Sappiate che da quel momento, per chiunque lo faccia, sarà già l’inizio della fine (dal latino: “perseverare autem diabolicum!”).
A volte però tutto ciò che ho scritto svanisce nel nulla, la laboriosa ricerca della nostra metà della mela ogni tanto si concretizza, regalandoci un "miracolo", un sogno, un fulmine a ciel sereno. Quindi amici maschietti se volete un cosiglio, non rassegnatevi mai, non abbiate mai il timore d'invitare a cena una donna per farle capire quanto vi piace e quanta voglia avete di rimettervi in gioco. Questo naturalmente vale anche per le ragazze!
Buone vacanze! Vi voglio bene.
Max
Se analizziamo infatti con attenzione questa dichiarazione, troveremo, secoli di generazioni consapevoli ma soprattutto cresciute nella convinzione della naturale ed inevitabile distinzione tra “sesso debole” e “sesso forte”.
In quest’istante però, nel momento in cui state leggendo, vorrei davvero che qualcuno di voi mi indicasse in modo esatto e chiaro i due gruppi. Ma più d’ogni altra cosa, vorrei che mi si dicesse in quale dei due è collocato il genere maschile. Si, proprio noi maschietti, quelli da sempre appartenuti come da tradizione alla categoria denominata: “il sesso forte”! Perché da qualche tempo diversi dubbi mi tormentano: sarà davvero così? i “deboli” sono sempre fragili, delicati e vulnerabili o i “forti” hanno preso repentinamente e risolutamente il loro posto?
Per quanto mi riguarda, l’universo femminile è davvero uno stimolante labirinto senza però nessuna apparente via d’uscita. Una vera foresta tropicale piena d’insidie nella quale perdersi senza nessuna possibilità di uscirne incolumi. Un modulo di test intellettivi, senza però nessun “aiutino” per le risposte.
Ogni comportamento maschile legato ad incontri con le donne e scelto per l’occasione, risulterà essere drammaticamente sbagliato.
Vi faccio qualche esempio:
A) Non pensi nulla e ti lasci guidare dall’istinto? Sei assolutamente troppo rapido! (e le spaventi anche!)
B) Pensi a che strategia adottare e la razionalità t’impedisce di lanciarti a capofitto nella situazione? Sei troppo lento!
C) Ti lasci trasportare dagli eventi e permetti che le cose vengano gestite soprattutto da lei? Non hai le palle!
D) Ti trasformi in un macho tatuato, con il piercing al naso, frequentatore di palestre, discoteche e bische clandestine? Sei troppo aggressivo!
E) Decidi di mantenere un contegno rispettoso, galante ed educato, inevitabilmente il risultato sarà che... sei gay!
Mentre ascolto uno dei miei cd preferiti, penso che il problema non risieda solamente nel fatto che si cerca sempre di essere come loro ti vorrebbero, ma troppo spesso si cade in quella trappola spietata e crudele del: “cara credimi, per averti, farei di tutto”. Ed è qui che letteralmente casca l’asino! Il vero “ciucco” che non ha capito che loro, le dolci ed irreprensibili principessine dallo sguardo candido, dal sorriso tenero ed amorevole sono invece delle insaziabili predatrici, pronte ad approfittarsi di qualsiasi maschietto che presti il fianco ai loro voleri e desideri. Sappiate che da quel momento, per chiunque lo faccia, sarà già l’inizio della fine (dal latino: “perseverare autem diabolicum!”).
A volte però tutto ciò che ho scritto svanisce nel nulla, la laboriosa ricerca della nostra metà della mela ogni tanto si concretizza, regalandoci un "miracolo", un sogno, un fulmine a ciel sereno. Quindi amici maschietti se volete un cosiglio, non rassegnatevi mai, non abbiate mai il timore d'invitare a cena una donna per farle capire quanto vi piace e quanta voglia avete di rimettervi in gioco. Questo naturalmente vale anche per le ragazze!
Buone vacanze! Vi voglio bene.
Max
lunedì 27 giugno 2011
"61 ore"
Già,"61 ore".
Da subito, si potrebbe pensare al titolo di un serial TV, alla dead line per la realizzare qualcosa di particolare o ancora ad uno claim per pubblicizzare una lunga maratona benefica. Ed invece quelle di cui parlo, sono ore appena trascorse e che, con mia grande felicità, sono state 61 ore fatte di Amore, energia, forza, vitalità, eccitazione, desiderio, adrenalina, passione, trasporto, consapevolezza ed incoscienza allo stesso tempo, tenerezza, amorevolezza, dolcezza e grande cura l'un per l'altro.
Non so se anche voi la pensiate così ma a mio avviso, il nostro cervello è in grado di dirigere l'energia primaria e canalizzandola, realizzare e dar vita a qualsiasi cosa grazie soprattutto alla nostra concentrazione, all'impegno, alla volontà ed al nostro modo di metterci passione e desiderio. Possiamo così far fiorire e successivamente sviluppare una cosa sulla quale concentriamo la nostra attenzionalità. Basta crederci davvero ed in modo appasionato. In questo modo l'universo lavorerà affinchè questa situazione possa accaderci veramente. Il mio desiderata, quello che per molti anni ho trasmesso all'universo, era quello di trovare una persona unica e speciale, intelligente, forte, tenace, bella fuori ma soprattutto dentro, emozionale ed emozionante. Una persona con la quale costruire e condividere. Ebbene, con lei ho appena passato 61 ore meravigliose e vorrei possibilmente poterne passare altre 799.939!
Max
Da subito, si potrebbe pensare al titolo di un serial TV, alla dead line per la realizzare qualcosa di particolare o ancora ad uno claim per pubblicizzare una lunga maratona benefica. Ed invece quelle di cui parlo, sono ore appena trascorse e che, con mia grande felicità, sono state 61 ore fatte di Amore, energia, forza, vitalità, eccitazione, desiderio, adrenalina, passione, trasporto, consapevolezza ed incoscienza allo stesso tempo, tenerezza, amorevolezza, dolcezza e grande cura l'un per l'altro.
Non so se anche voi la pensiate così ma a mio avviso, il nostro cervello è in grado di dirigere l'energia primaria e canalizzandola, realizzare e dar vita a qualsiasi cosa grazie soprattutto alla nostra concentrazione, all'impegno, alla volontà ed al nostro modo di metterci passione e desiderio. Possiamo così far fiorire e successivamente sviluppare una cosa sulla quale concentriamo la nostra attenzionalità. Basta crederci davvero ed in modo appasionato. In questo modo l'universo lavorerà affinchè questa situazione possa accaderci veramente. Il mio desiderata, quello che per molti anni ho trasmesso all'universo, era quello di trovare una persona unica e speciale, intelligente, forte, tenace, bella fuori ma soprattutto dentro, emozionale ed emozionante. Una persona con la quale costruire e condividere. Ebbene, con lei ho appena passato 61 ore meravigliose e vorrei possibilmente poterne passare altre 799.939!
Max
venerdì 24 giugno 2011
"I MIRACOLI"
I miracoli accadono ogni giorno e non solo a Lourdes, Medjougorje o Fatima con apparizioni di santi e varie divinità ma soprattutto nell'ambito della nostra esistenza terrena ed umana.
In un attimo, come succede quando riusciamo a scorgere una stella cadente che si manifesta per poi svanire nel nulla, in quel breve spazio temporale, il miracolo sarà riuscito come per incanto ad illuminare la vita quotidiana di uno di noi.
La verità è che non è mai così semplice accorgersi della loro presenza in quanto, il più delle volte intangibile ed improvvisa. Semplicemente nell'arco della nostra giornata, molto spesso non ci accorgiamo di essere stati in qualche modo "toccati" da una forza, da un intervento che potremmo definire "divino" o, se non credenti, legato al destino o semplicemente casuale. Nel momento però in cui ce ne accorgiamo, il nostro inconscio ci dirà se notarlo o trascurarlo. E se dovessimo entrare in sintonia con questa presenza, la nostra vita in un attimo può trasformarsi e da quel momento cambiare il proprio aspetto, perché a mio avviso, è proprio questo genere di situazioni poco terrene a guidare e plasmare la nostra esistenza.
Chi di noi non ha vissuto un evento che ha considerato incredibile o misterioso?
Magari stavate riguardando delle vecchie fotografie ed in mezzo a quelle, avete avuto uno slancio d’affetto per una persona che non vedevate da anni e, nel giro di qualche minuto, la stessa persona vi ha poi chiamato. Oppure la vostra auto è rimasta in panne in una strada deserta ed il primo veicolo in arrivo dopo ore d’attesa è stato proprio un carro attrezzi. O ancora, per citare un caso più drammatico, per pochi minuti di ritardo avete perso quell’aereo che è poi purtroppo è caduto subito dopo il decollo.
Personalmente, molti di questi sincronismi mi sono accaduti nel corso della vita ma, da qualche tempo a questa parte, ho smesso parò di classificarli come “coincidenze” per attribuirne un valore molto più importante ed essenziale. Perché non credendo più alle fatalità prive di significato, penso che a tutti basterà fare un’analisi un po’ più attenta per considerarle invece rappresentazioni di vita che hanno davvero del miracoloso.
Negli ultimi venti giorni mi è capitato uno di questi “miracoli” che ha messo sulla mia strada una persona rara ed eccezionale, una persona davvero speciale con delle caratteristiche uniche e che, nei miei desiderata terreni, era al primo posto. Sono molto felice di quest’incontro che ho tanto cercato e che, di fatto sta modificando in modo molto positivo la mia vita.
Prima di chiudere questo post, vi invito a fare un piccolo esperimento. Chiudete gli occhi per un istante e ripensate a quanto vi è accaduto nelle ultime quarantotto ore, così facendo tornate ancora più indietro per percorrere a ritroso l’ultima settimana e poi gli ultimi quindici giorni per arrivare infine all’ultimo mese. Fate riaffiorare il maggior numero di dettagli relativi ai gesti che avete compiuto, ai pensieri che avete fatto o alle emozioni che avete vissuto. Molti di voi, si accorgeranno di aver sperimentato, magari anche più di una volta, ciò che in questo scritto io descrivo come un “miracolo”!
Buon weekend a tutti! Max
In un attimo, come succede quando riusciamo a scorgere una stella cadente che si manifesta per poi svanire nel nulla, in quel breve spazio temporale, il miracolo sarà riuscito come per incanto ad illuminare la vita quotidiana di uno di noi.
La verità è che non è mai così semplice accorgersi della loro presenza in quanto, il più delle volte intangibile ed improvvisa. Semplicemente nell'arco della nostra giornata, molto spesso non ci accorgiamo di essere stati in qualche modo "toccati" da una forza, da un intervento che potremmo definire "divino" o, se non credenti, legato al destino o semplicemente casuale. Nel momento però in cui ce ne accorgiamo, il nostro inconscio ci dirà se notarlo o trascurarlo. E se dovessimo entrare in sintonia con questa presenza, la nostra vita in un attimo può trasformarsi e da quel momento cambiare il proprio aspetto, perché a mio avviso, è proprio questo genere di situazioni poco terrene a guidare e plasmare la nostra esistenza.
Chi di noi non ha vissuto un evento che ha considerato incredibile o misterioso?
Magari stavate riguardando delle vecchie fotografie ed in mezzo a quelle, avete avuto uno slancio d’affetto per una persona che non vedevate da anni e, nel giro di qualche minuto, la stessa persona vi ha poi chiamato. Oppure la vostra auto è rimasta in panne in una strada deserta ed il primo veicolo in arrivo dopo ore d’attesa è stato proprio un carro attrezzi. O ancora, per citare un caso più drammatico, per pochi minuti di ritardo avete perso quell’aereo che è poi purtroppo è caduto subito dopo il decollo.
Personalmente, molti di questi sincronismi mi sono accaduti nel corso della vita ma, da qualche tempo a questa parte, ho smesso parò di classificarli come “coincidenze” per attribuirne un valore molto più importante ed essenziale. Perché non credendo più alle fatalità prive di significato, penso che a tutti basterà fare un’analisi un po’ più attenta per considerarle invece rappresentazioni di vita che hanno davvero del miracoloso.
Negli ultimi venti giorni mi è capitato uno di questi “miracoli” che ha messo sulla mia strada una persona rara ed eccezionale, una persona davvero speciale con delle caratteristiche uniche e che, nei miei desiderata terreni, era al primo posto. Sono molto felice di quest’incontro che ho tanto cercato e che, di fatto sta modificando in modo molto positivo la mia vita.
Prima di chiudere questo post, vi invito a fare un piccolo esperimento. Chiudete gli occhi per un istante e ripensate a quanto vi è accaduto nelle ultime quarantotto ore, così facendo tornate ancora più indietro per percorrere a ritroso l’ultima settimana e poi gli ultimi quindici giorni per arrivare infine all’ultimo mese. Fate riaffiorare il maggior numero di dettagli relativi ai gesti che avete compiuto, ai pensieri che avete fatto o alle emozioni che avete vissuto. Molti di voi, si accorgeranno di aver sperimentato, magari anche più di una volta, ciò che in questo scritto io descrivo come un “miracolo”!
Buon weekend a tutti! Max
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