Caro Pino, non è affatto uno sbaglio, in circostanze complicate e problematiche, chiedere un consiglio.
Ma attenzione a chiederlo alla Pina!!!
Infatti il suo modo di immaginare le cose è nettamente differente da quello che (di solito) adotta il Pino. Questo, anche per la sua abituale ed abile tendenza a prendere in considerazione la via più veloce (che non sempre è quella più giusta) per raggiungere la meta. Quella soluzione che in genere, si trova assolutamente vicinissimo al Pino e che lui, sciocco ed immaturo marziano, avendola sotto il naso, non vede mai!
Di fatto come dicevo, moltissime “Pine” (con rare eccezioni), sono inclini a trovare le soluzioni più rapide anche a costo di percorrere la strada meno semplice ed evidente. Forse perché la trovano banale, scontata, insignificante e nemmeno un po’ griffata!
Questo, è un po’ come spesso succede in Amore, quando la Pina, visto lo struggente desiderio di un rapporto, è dominata dalla voglia di trovare il percorso più breve per sistemarsi, idealizzando ed illudendosi di aver trovato il Pino della sua vita. Per poi, dopo un solo, rapidissimo battito di ciglia (finte), rendersi conto di aver sbagliato nella sua scelta! Del resto, il grado del volere non può essere equivalente a quello della conoscenza e spesso il suono è più pulito quando l’altoparlante è più piccolo e poco invadente.
Morale della favola: Pine e Pini (!) cercate sempre di trovare la strada giusta...non quella più breve!
giovedì 31 marzo 2011
domenica 27 marzo 2011
Ma la mela Eva, l'ha mangiata proprio tutta?
A pensarci bene, si fa proprio in fretta a dimenticare quel tempo, che forse, alcuni miei neuroni avrebbero indicato come esemplare, raro e perfetto solo per dimostrare a me stesso che si stava meglio quando si stava peggio! Ci sono date profetiche che bisognerebbe sempre e comunque non dimenticare mai, tanto per non ripercorrere certe strade o non ripetere certe stronzate che si sono fatte in tempi non sospetti (proprio quelli dove si stava peggio ma anche dove non ci si rendeva conto d’essere invece ad un passo dallo strapiombo).
Già, tutte quelle date sarebbe molto utile ricordarle, soprattutto perché dovrebbero essere un vero insegnamento, un monito, un consiglio per gli acquisti, un avviso lampeggiante, un rimprovero fatto da chi sa, da chi conosce, da chi è informato degli effetti ai quali spesso si va incontro.
Eppure io, sulla "spietatezza" di alcune donne so praticamente tutto, ormai sono un docente universitario, un presuntuoso e saccente cattedratico! Potrei tenere una conferenza su come, in tanti anni di vita, da buon sognatore, sono stato illuso ed automaticamente poi disilluso da una pletora di meduse dai lunghi e serpentiformi capelli. Abbagliato inizialmente da un’illusione divenuta poi un vero e proprio tormento. Non è stata colpa mia quindi se poi mi sono disamorato e rapidamente allontanato. Vabbè direte voi... che vuoi farci, è capitato a tutti. Vero! Ma da sempre mi chiedo: è mai possibile che se sei intelligente, mediamente belloccio, educato, istruito, presente, amorevole ed affettuoso, dopo poco tempo, per chissà quale sindrome che le colpisce, non vai più bene? Perché molte (poco) degne rappresentati del gentil sesso hanno la tendenza ad inseguire come un Cirneco dell’Etna (secondo la Federazione Cinofila Internazionale uno dei cani con l’olfatto più sviluppato del Mondo ndr.) tutti quei maschietti che per una rara malattia genetica rappresentano le specie umana più stronza dell’intero sistema solare? Come mai vengono attratte come la falene dalla luce da coloro che giornalmente le “bastonano”?
Forse una colpa da espiare dopo che quella stronza di Eva si è sbranata tutta la mela? Un Karma, dove il famoso principio di concatenazione secondo il quale ogni azione provoca una reazione è così forte da non mollarle mai? Una "sana" ed inconsapevole dose di masochismo?
Vi lascio in compagnia di questo arcano mistero e me ne vado a nanna. Fantastico!....mi sono anche ricordato di mettere le lancette avanti un’ora!
E’ arrivata l’ora legale, è già Estate.
Già, tutte quelle date sarebbe molto utile ricordarle, soprattutto perché dovrebbero essere un vero insegnamento, un monito, un consiglio per gli acquisti, un avviso lampeggiante, un rimprovero fatto da chi sa, da chi conosce, da chi è informato degli effetti ai quali spesso si va incontro.
Eppure io, sulla "spietatezza" di alcune donne so praticamente tutto, ormai sono un docente universitario, un presuntuoso e saccente cattedratico! Potrei tenere una conferenza su come, in tanti anni di vita, da buon sognatore, sono stato illuso ed automaticamente poi disilluso da una pletora di meduse dai lunghi e serpentiformi capelli. Abbagliato inizialmente da un’illusione divenuta poi un vero e proprio tormento. Non è stata colpa mia quindi se poi mi sono disamorato e rapidamente allontanato. Vabbè direte voi... che vuoi farci, è capitato a tutti. Vero! Ma da sempre mi chiedo: è mai possibile che se sei intelligente, mediamente belloccio, educato, istruito, presente, amorevole ed affettuoso, dopo poco tempo, per chissà quale sindrome che le colpisce, non vai più bene? Perché molte (poco) degne rappresentati del gentil sesso hanno la tendenza ad inseguire come un Cirneco dell’Etna (secondo la Federazione Cinofila Internazionale uno dei cani con l’olfatto più sviluppato del Mondo ndr.) tutti quei maschietti che per una rara malattia genetica rappresentano le specie umana più stronza dell’intero sistema solare? Come mai vengono attratte come la falene dalla luce da coloro che giornalmente le “bastonano”?
Forse una colpa da espiare dopo che quella stronza di Eva si è sbranata tutta la mela? Un Karma, dove il famoso principio di concatenazione secondo il quale ogni azione provoca una reazione è così forte da non mollarle mai? Una "sana" ed inconsapevole dose di masochismo?
Vi lascio in compagnia di questo arcano mistero e me ne vado a nanna. Fantastico!....mi sono anche ricordato di mettere le lancette avanti un’ora!
E’ arrivata l’ora legale, è già Estate.
giovedì 24 marzo 2011
La crisi del settimo mese.....
E' strano. Il mare è lo stesso, la spiaggia la stessa, il sole lo stesso, lei è la stessa, il sesso funziona lo stesso. Ma io non provo più quella specie di sfarfallio adolescenziale che mi prendeva allo stomaco fino a poco tempo fa. Forse, sono io a non essere più lo stesso... ma più facilmente abbiamo sbagliato. Dovevamo annusarci ancora un po’.
Il fatto è che sono passati solo sette mesi, ma sembra trascorsa già una vita. Ormai tutto è così prevedibile, catalogato e fin troppo scontato. Anche questa vacanza assomiglia in modo totalmente equivalente ed un po’ palloso alle altre.
Ore ed ore sulla spiaggia immobili ad arrostirci come due cotolette. E....“amore mi metti la crema, amore mi rimetti la crema? Amore che fai? Fai la doccia? Rifai la doccia? Certo tesoro che faccio la doccia, qui è troppo caldo, sembra di stare a Bangkok!!! Amò dai, vai a prendere dell'acqua fredda perché quella che abbiamo è già a temperatura ambiente. Mi prendi anche un ghiacciolo? Se non c'è rosso, prendilo bianco. Se non c'è nemmeno bianco mmmm... allora un cornetto!
E poi è la volta delle riviste. Prima leggi dello tsunami in Giappone e della guerra in Libia e poi, come se non fossero già sufficienti queste due cose a mandare il cervello in tilt, leggi sul newsmagazine di quante volte il premier ha fatto bunga bunga. Su uno dei settimanali gossippari che cosa fanno Belen con Corona (quando naturalmente non praticano lo sport nazionale: il bunga bunga) e poi sul quotidiano cosa fa Corona con la sua nuova fiamma che a sua volta lo cornifica con il calciatore di turno che però leggi sul "modaiolo" che sta già facendo bunga bunga con quella che è appena uscita dalla casa. (come quale casa? Non scherziamo... in Italia c’è solo “una casa”!!!) E poi sfogli altre riviste e ahimè leggi della caduta del desiderio, del progressivo calo delle nascite (tanto c'è sempre l'ultra 50enne per giunta lesbica che rimedia), della crisi del patriottismo, della paura del nucleare e poi ancora la fragilità della coppia, dell’inflazione galoppante e del dilagare della bisessualità....
Io per capire cosa mi sta accadendo, sto giornalmente cercando di rapire ogni immaginazione legata al passato (seppur breve) di questa storia, cerco di scomporre ogni singola nota della "musica" idilliaca che per alcuni mesi è stata la nostra musica, esplorando ogni anfratto della mia fantasia. Ma niente, nulla, assolutamente zero! Ho un vuoto pneumatico. Non capisco ma è come se avessi già visto questo film almeno una dozzina di volte. Conosco ormai a memoria le battute di questo ridondante, retorico ed enfatico copione.
Se avessi una sana ed incontrollata vocazione alla felicità (cosa che mi manca da un bel po’) e probabilmente se mi fossi reso conto prima di ciò che stava cambiando in me (ed anche in lei) avrei battuto in ritirata prima di affrontare questo nuovo viaggio. Ma vai a capire. Tendenza al masochismo? Vocazione al martirio? Impossibilità di collegamento tra i neuroni? Mah!
Comunque per evitare di sacrificare i miei desiderata sull’altare di un falso amore e quindi di non cedere come in passato ad ulteriori complicazioni, conflitti, ripicche, perplessità, angosce, litigi, sensi di colpa ed indecisioni, ho deciso che anche questa volta metterò la parola fine a questa sottospecie di surrogato amoroso. Perché io non voglio un amore part time. Voglio quel tipo d’Amore che ti trascina ineluttabilmente verso la felicità.
(Utopia? Tu chiamale se vuoi...Emozioni!)
Il fatto è che sono passati solo sette mesi, ma sembra trascorsa già una vita. Ormai tutto è così prevedibile, catalogato e fin troppo scontato. Anche questa vacanza assomiglia in modo totalmente equivalente ed un po’ palloso alle altre.
Ore ed ore sulla spiaggia immobili ad arrostirci come due cotolette. E....“amore mi metti la crema, amore mi rimetti la crema? Amore che fai? Fai la doccia? Rifai la doccia? Certo tesoro che faccio la doccia, qui è troppo caldo, sembra di stare a Bangkok!!! Amò dai, vai a prendere dell'acqua fredda perché quella che abbiamo è già a temperatura ambiente. Mi prendi anche un ghiacciolo? Se non c'è rosso, prendilo bianco. Se non c'è nemmeno bianco mmmm... allora un cornetto!
E poi è la volta delle riviste. Prima leggi dello tsunami in Giappone e della guerra in Libia e poi, come se non fossero già sufficienti queste due cose a mandare il cervello in tilt, leggi sul newsmagazine di quante volte il premier ha fatto bunga bunga. Su uno dei settimanali gossippari che cosa fanno Belen con Corona (quando naturalmente non praticano lo sport nazionale: il bunga bunga) e poi sul quotidiano cosa fa Corona con la sua nuova fiamma che a sua volta lo cornifica con il calciatore di turno che però leggi sul "modaiolo" che sta già facendo bunga bunga con quella che è appena uscita dalla casa. (come quale casa? Non scherziamo... in Italia c’è solo “una casa”!!!) E poi sfogli altre riviste e ahimè leggi della caduta del desiderio, del progressivo calo delle nascite (tanto c'è sempre l'ultra 50enne per giunta lesbica che rimedia), della crisi del patriottismo, della paura del nucleare e poi ancora la fragilità della coppia, dell’inflazione galoppante e del dilagare della bisessualità....
Io per capire cosa mi sta accadendo, sto giornalmente cercando di rapire ogni immaginazione legata al passato (seppur breve) di questa storia, cerco di scomporre ogni singola nota della "musica" idilliaca che per alcuni mesi è stata la nostra musica, esplorando ogni anfratto della mia fantasia. Ma niente, nulla, assolutamente zero! Ho un vuoto pneumatico. Non capisco ma è come se avessi già visto questo film almeno una dozzina di volte. Conosco ormai a memoria le battute di questo ridondante, retorico ed enfatico copione.
Se avessi una sana ed incontrollata vocazione alla felicità (cosa che mi manca da un bel po’) e probabilmente se mi fossi reso conto prima di ciò che stava cambiando in me (ed anche in lei) avrei battuto in ritirata prima di affrontare questo nuovo viaggio. Ma vai a capire. Tendenza al masochismo? Vocazione al martirio? Impossibilità di collegamento tra i neuroni? Mah!
Comunque per evitare di sacrificare i miei desiderata sull’altare di un falso amore e quindi di non cedere come in passato ad ulteriori complicazioni, conflitti, ripicche, perplessità, angosce, litigi, sensi di colpa ed indecisioni, ho deciso che anche questa volta metterò la parola fine a questa sottospecie di surrogato amoroso. Perché io non voglio un amore part time. Voglio quel tipo d’Amore che ti trascina ineluttabilmente verso la felicità.
(Utopia? Tu chiamale se vuoi...Emozioni!)
sabato 19 marzo 2011
amate i vostri papà (....sono uomini, anzi sono esseri umani!)
Lo so, spesso sono nevrotici e stressati. Sono troppo magri o troppo grassi, hanno calvizie incipienti e reumatismi recidivi, sono pigri perché perennemente stanchi. Hanno bisogno di realizzazione, di risarcimenti, di affermazione. Hanno il colon irritabile, il terrore dell'impotenza, un vago complesso edipico ma spesso anche un super ego. Hanno intemperanze affettive ed hobbies sempre eccessivamente morbosi. Amano lo sport (che vedono in tv), le donne (che vedono in tv) le auto (che comprano in tv) e sono abilissimi a parlare di politica (mentre la vedono in tv). Si contraddistinguono per l'innata tendenza all'immaturità e per il grande bisogno di essere consolati per le angherie subite nella vita. Nel nome dei padri ancor oggi si celebrano le più clamorose arlecchinate, come le clamorose fughe (amore vado a prendere le sigarette e torno...) o i più subdoli dei tradimenti con le segretarie di turno. Anche la pubblicità che ieri li aveva trasformati in supereroi, oggi li tradisce. Ora hanno assolutamente bisogno di spray per non russare, di spazzolini super rotanti, di rimedi efficaci per i primi sintomi influenzali, di pastiglie per non far prendere fuoco il loro stomaco e di cremine per snellire pancetta e maniglie.
Ma poveri papà sono solo uomini... o meglio sono anche loro esseri umani e come tali soggetti a sbagliare e quindi mi rivolgo a voi madri e a voi figli: se a volte li vedete in difficoltà, date loro una mano. Basterà una carezza in più o un semplice “ti voglio bene” per aumentarne l’autostima e per far proseguire la loro lotta giornaliera per regalare anche a voi un piccolo posto al sole (magari a Riccione sul lungomare).
Xam.
Ma poveri papà sono solo uomini... o meglio sono anche loro esseri umani e come tali soggetti a sbagliare e quindi mi rivolgo a voi madri e a voi figli: se a volte li vedete in difficoltà, date loro una mano. Basterà una carezza in più o un semplice “ti voglio bene” per aumentarne l’autostima e per far proseguire la loro lotta giornaliera per regalare anche a voi un piccolo posto al sole (magari a Riccione sul lungomare).
Xam.
giovedì 17 marzo 2011
Eppur ci amiamo....
Entrambi single e reduci da importanti e devastanti storie d’amore. Lei 36 anni, colta, intelligente e di una bellezza particolare, di quelle non appariscenti ma significative. Lui 47 anni alto, brizzolato, mediamente acculturato, mediamente intelligente, belloccio e con due grandi laghi azzurri al posto degli occhi.
In cuor suo, Lei, dopo tre soli mesi di conoscenza, credeva di amarlo veramente e pensava che fosse davvero il “Grande Amore” della sua vita. Tanto da indurla a lasciare la sua città, un lucroso impiego dirigenziale e la sua casa in centro per seguirlo in terra ligure a coltivare fiori! Per poi ahimè, accorgersi solo due mesi dopo, della sua allergia a Calle, Garofani e persino a tre qualità di Rose, di stare assolutamente stretta in quel micro bilocale (anche se vista mare), di aver scoperto che Lui, omaggi floreali a parte (tanto non li pagava), era peggio di "Suss l'ebreo" (che notoriamente ha le braccine moooolto corte), che era ingrassato come un cinghiale, che aveva un ego troppo debole, il colon irritabile ed una tendenza inalienabile all’infantilismo con, tanto per cambiare, una grande e lacrimevole nostalgia della mamma e della sua tata. Lei peraltro guadagnava molto di più con il suo lavoro ed inoltre giudicava la cittadina un posticino da vecchi babbioni. Vivendo ormai quasi prigioniera perennemente tra le quattro mura domestiche, la sua vita sociale si era ridotta ad andare a mangiare in compagnia di due coppiette ultra sessant'enni due sere alla settimana nella piazzetta del paese.
Facile dedurre che da quel momento in poi, la convivenza, seppur essendo entrambi pazienti, tolleranti e nutrire l'un per l'altra affetto sincero, poteva durare ormai ben poco, proprio perché alla base di quel rapporto mancava ciò che tutti vorrebbero e che, molto spesso idealizzano: L'Amore.
Ed eccola rientrata in città, per ora a casa della madre, dalla rinfacciosa e melensa compagnia, rimpiangendo la sua bella vita, per ora rovinata dal miraggio dell'Amore e già in partenza per raggiungere velocemente una bella sindrome pseudo depressiva, che presto necessiterà di una visitina dall’analista e di una dose massiccia di Lexotan per calmare l’ansia e lenire l’effetto delusione.
Questo è l'esempio di una di mille storie qualsiasi, piccoli abominii della più assoluta normalità, dovuti per lo più all'idea che l'Amore sia davvero il fine ultimo della vita o meglio quell’ultima ratio bisognosa di perenni sacrifici che siano essi maschili o femminili. Ma non è così credetemi.
Un mio consiglio (per quanto opinabile) è questo: Non fatevi prendere più dalla paura della solitudine o dallo spauracchio della disapprovazione sociale. Perché la parola “soli” fa sempre un po’ paura, ci sospinge ad idealizzare le persone che incrociamo sulla nostra strada credendo che siano sempre quelle giuste. Ma prendere un abbaglio in questi casi, è facile come bere un dissetante bicchiere d’acqua fresca in estate.
Un uomo ed una donna, s’incontrano, si guardano, si piacciono, si amano. Apparentemente sembra la cosa più facile del mondo. Ed invece NO. Non cediamo alle lusinghe del “momento” ma cerchiamo invece di vivere una sana, vivace, serena ed appagante normalità nell’approccio verso “l’altro”.
Chiudo questo interminabile post di oggi con un celebre aforisma di Antoine De Saint-Euxpery (l’autore del Piccolo Principe) che dice: “Amore non è guardarsi a vicenda ma è guardare insieme nella stessa direzione”. Meditiamo....
Xam
In cuor suo, Lei, dopo tre soli mesi di conoscenza, credeva di amarlo veramente e pensava che fosse davvero il “Grande Amore” della sua vita. Tanto da indurla a lasciare la sua città, un lucroso impiego dirigenziale e la sua casa in centro per seguirlo in terra ligure a coltivare fiori! Per poi ahimè, accorgersi solo due mesi dopo, della sua allergia a Calle, Garofani e persino a tre qualità di Rose, di stare assolutamente stretta in quel micro bilocale (anche se vista mare), di aver scoperto che Lui, omaggi floreali a parte (tanto non li pagava), era peggio di "Suss l'ebreo" (che notoriamente ha le braccine moooolto corte), che era ingrassato come un cinghiale, che aveva un ego troppo debole, il colon irritabile ed una tendenza inalienabile all’infantilismo con, tanto per cambiare, una grande e lacrimevole nostalgia della mamma e della sua tata. Lei peraltro guadagnava molto di più con il suo lavoro ed inoltre giudicava la cittadina un posticino da vecchi babbioni. Vivendo ormai quasi prigioniera perennemente tra le quattro mura domestiche, la sua vita sociale si era ridotta ad andare a mangiare in compagnia di due coppiette ultra sessant'enni due sere alla settimana nella piazzetta del paese.
Facile dedurre che da quel momento in poi, la convivenza, seppur essendo entrambi pazienti, tolleranti e nutrire l'un per l'altra affetto sincero, poteva durare ormai ben poco, proprio perché alla base di quel rapporto mancava ciò che tutti vorrebbero e che, molto spesso idealizzano: L'Amore.
Ed eccola rientrata in città, per ora a casa della madre, dalla rinfacciosa e melensa compagnia, rimpiangendo la sua bella vita, per ora rovinata dal miraggio dell'Amore e già in partenza per raggiungere velocemente una bella sindrome pseudo depressiva, che presto necessiterà di una visitina dall’analista e di una dose massiccia di Lexotan per calmare l’ansia e lenire l’effetto delusione.
Questo è l'esempio di una di mille storie qualsiasi, piccoli abominii della più assoluta normalità, dovuti per lo più all'idea che l'Amore sia davvero il fine ultimo della vita o meglio quell’ultima ratio bisognosa di perenni sacrifici che siano essi maschili o femminili. Ma non è così credetemi.
Un mio consiglio (per quanto opinabile) è questo: Non fatevi prendere più dalla paura della solitudine o dallo spauracchio della disapprovazione sociale. Perché la parola “soli” fa sempre un po’ paura, ci sospinge ad idealizzare le persone che incrociamo sulla nostra strada credendo che siano sempre quelle giuste. Ma prendere un abbaglio in questi casi, è facile come bere un dissetante bicchiere d’acqua fresca in estate.
Un uomo ed una donna, s’incontrano, si guardano, si piacciono, si amano. Apparentemente sembra la cosa più facile del mondo. Ed invece NO. Non cediamo alle lusinghe del “momento” ma cerchiamo invece di vivere una sana, vivace, serena ed appagante normalità nell’approccio verso “l’altro”.
Chiudo questo interminabile post di oggi con un celebre aforisma di Antoine De Saint-Euxpery (l’autore del Piccolo Principe) che dice: “Amore non è guardarsi a vicenda ma è guardare insieme nella stessa direzione”. Meditiamo....
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